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September 23 Falla nel continuum☼ Falla nel continuum ☼
Per primo, privo della pe(n)sante materia, raggiungo la vetta di un monte ubicato lontano da dove mi sono appena fermato, ma, forse, vicino a dov’ero, e guardo avanti: l’orizzonte aspira la mia lungimiranza lasciandomi inerme davanti al futuro, lo spazio comincia a dilatarsi nel tempo e prende la sua forma venendo a coincidere con esso, come rigida acqua convessa aderisce sotto la calotta di un concavo e fluido disco rovesciato , che, nella sua trasparenza, non si cura della gravità, un disco che si estende in larghezza per tutti i secoli passati e futuri per un tempo lungo ormai biliardi di milioni di chilometri - ∞ - ; ho pochi minuti per continuare ad osservare il nulla che sta risucchiando l’essenza delle cose, e li tengo ben stretti nel mio pugno: scorgo violacee angosce velenose fluire mollemente, aspirate dal vortice si fondono con filanti ed eterei bei sentimenti, forme collidono roteando, colori si scambiano e si influenzano ardendo e soffiando, vibrazioni e sospiri spingono i profumi della terra a neutralizzare la loro riconoscibilità, pochi olezzi ribelli, fra questi, inframezzano picchi di intensità (come strenue supernovae che sempre vendono cara la pelle) a silenzi olfattivi, sinestesicamente imperfetti, forbite metafore lasciano ora il posto a superficiali qualunquismi, che dopo un attimo scompaiono, oscurati dal fragore di un tocco … grigio un grido si leva, issato da speroni di roccia nascenti, fitte si sentono le forze che mi lasciano una lacrima in mano, asciutta, brillante ma vuota. Rombanti comete celesti (?) mi sfiorano, sibilando sopra la mia testa, sono miriadi, si gettano nel vuoto bucando i 5 secondi appena scorsi, (hanno una volontà propria?) e mi avvolgono con la loro scia, io, alzando a fatica lo sguardo, riesco a vedere solo una piccola (o giovane?)stella, e mi aggrappo alla materia che si sfalda, agguanto appigli in dissoluzione, luci e ombre si alternano con durata irregolare, a ricordarmi che il tempo è come lo spazio, un altro ricordo mi passa veloce vicino, troppo veloce per capire se è mio, tutto sta finendo, fruscii di cinguettanti maschere eburnee solleticano l’incostanza della scansione spazio-temporale, sfidando, inconsce, la logica…che già è sparita,vorticosamente valli forni e galli si librano sprigionando folli intenzioni di resa, ma, non visto, un tenero sorriso bacia la coda di una nota.... E tutto si blocca. Per sempre …♪…♫….♪♫.♪_________________ _________________ _________________ ________-_-_ - _ - _ - .
Niccolò
“Posate le posate posate, (e brandite invece i piatti più scalmanati) e passate, qualora possiate, buste pesate, apposta pesanti, a possenti spose appassite : presto saranno spossate…passetto a passetto pensate a spostarvi o non vi stupite se pestati a pestoni poi siete...”.
P.s.: … mi sa che era tagliata male….
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